Caro Mauro,

ti scrivo questa lettera dal passato per ricordati questo periodo della storia durante il quale le cose sono cambiate. Hai iniziato a scrivere questo testo a inizio aprile 2020 e poi l’hai completato a fine maggio dello stesso anno.

Il Corona virus o COVID-19 è partito dalla Cina con una rapida espansione in tutto il mondo. Arrivato in Italia a pochi passi da casa tua, ha cambiato la vita tua e della tua famiglia. Si sono bloccate le frontiere e anche l’economia in alcuni ambiti si è fermata per un po’. L’oro si è trasformato in mascherine e disinfettante che tutti hanno iniziato a conoscere.

La confederazione e il cantone hanno imposto un blocco degli eventi e delle varie attività, per ridurre le iterazioni tra le persone. La riduzione dei contatti ha permesso di ridurre l’impatto di questo virus e rallentare la diffusione. Sono state definite delle fasce di persone più a rischio e sono state sviluppate regole per proteggerle. Purtroppo tutti i nonni di Alice rientrano nella categoria a rischio. Prima delle restrizioni (non obbligatorie, ma raccomandate) la tua bambina passava tre mattine a settimana dai nonni, così da permettere a Stefania e a te di poter lavorare.

La tua Alice non ha ancora compiuto i due anni e ha appena iniziato a correre, parlare. Lei però non capisce ancora la situazione e non è possibile spiegarle il motivo di tanti cambiamenti. La prima cosa che abbiamo notato è la mancanza dei nonni che suonavano il campanello tre volte la settimana. Il campanello suona, ma è il postino o quello dei vicini che si sente bene. A ogni suono la piccola parte gridando: “NONNO!”. La porta di casa però non si apre e non si esce, che delusione.

La modalità di “visita” dei nonni è passata da tre mattine a settimana a una video chiamata tutte le sere dopo cena. La velocità di adozione di questa tecnologia da parte di Alice è stato sorprendente, tanto che dopo neanche una settimana è stato impossibile fare delle foto o video con il telefonino. Perché la piccola peste appena si accorge del telefono molla tutto e arriva gridando: “NONNO!”. Con Alice in macchina sei andato qualche volta dai tuoi genitori a prendere o portare qualcosa e lei ha riconosciuto la strada. Tanta è la gioia e guai a non farla scendere dalla macchina. I nonni sono lì ma non li possiamo avvicinare (solo il fido Quiz). Il cancello che ci separa non si apre mai e anche se Alice lo indica facendo capire che deve essere aperto, non succede niente. Delusione e tristezza per tutti.

L’aiuto mancante dei nonni ti ha obbligato con Stefania a trovare soluzione alternative, perché entrambi avete continuato a lavorare da casa, ma avete anche dovuto curare la bambina al 100%. Entrambi avete dovuto abbassare la percentuale di lavoro potervi occupare di lei. Ma ancora più difficile è stato occuparsi di Alice con tutto chiuso, si perché è stato chiuso qualsiasi posto dove andavi per farla sfogare e stancare. Sono stati chiusi tutti gli spazi come: parchi giochi, pre-asilo, la Filanda e tanti altri. Oppure adesso per fare la spesa si può entrare uno solo (senza bambini). Quindi il problema logistico di organizzazione sono aumentati. Sembra un po’ di fare il gioco della capra, del cavolo e del lupo, ma questa volta con: bambina, lavoro e spesa.

Non so se ti ricordi, ma hai anche prestato servizio per la protezione civile. Prima hai controllato gli accessi all’OBV di Mendrisio e poi hai risposto al telefono della hotline cantonale. Il personale del EOC è stato fantastico e ci ha coccolato troppo bene. Credo di essere ingrassato per tutto il mangiare che ci hanno portato. Lì hai visto tanti aspetti della situazione particolare che si è creata nel cantone, da quelli negativi a quelli positivi. Come la gente che ti ha ringraziato per il lavoro svolto a guardia dell’ospedale. Altre persone però non hanno capito niente dei grandi sacrifici chiesti a tutti.

Quando leggerai questo testo spero che tutto sia tornato alla normalità come prima del virus. Magari qualcosa resterà e allora potrai dire: “ai miei tempi questo si poteva fare tranquillamente”.

 

Tanti saluti dal passato
Mauro


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